Vitantonio delle Bicocche

Il legendiario

È difficile ammetterlo. È dura affrontare la realtà.
Tutti hanno i loro supereroi, quelli che non ti tradiranno mai. Che saranno sempre li quando ne avrai bisogno. Non sono ricchi come Bruce Wayne, non hanno tutte le dotazioni di Batman, ne i superpoteri di Superman.
Ma quello che li differenzia da loro è sopratutto il fatto che non sono infallibili come i protagonisti di questi fumetti. I nostri supereroi contemporanei a volte falliscono.
Per un pugliese che è cresciuto all’ombra delle 4 T, ovvero Toti e Tata, Trmon e Tg3 questo è un momento difficile.
Il super eroe di cui parlo non è kiavik. Ma il guru della bassa pressione, lo sciamano dell’amico maestrale. Vitantonio Laricchia, il colonnello ce tiene le redini del meteo 3 della regione puglia.
Lui mi ha permesso di organizzare in sicurezza pasquette, scampagnate e partite di pallone. Azzeccava sempre.
Ma anche lui ha un nuovo…

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Vitantonio delle Bicocche

È difficile ammetterlo. È dura affrontare la realtà.
Tutti hanno i loro supereroi, quelli che non ti tradiranno mai. Che saranno sempre li quando ne avrai bisogno. Non sono ricchi come Bruce Wayne, non hanno tutte le dotazioni di Batman, ne i superpoteri di Superman.
Ma quello che li differenzia da loro è sopratutto il fatto che non sono infallibili come i protagonisti di questi fumetti. I nostri supereroi contemporanei a volte falliscono.
Per un pugliese che è cresciuto all’ombra delle 4 T, ovvero Toti e Tata, Trmon e Tg3 questo è un momento difficile.
Il super eroe di cui parlo non è kiavik. Ma il guru della bassa pressione, lo sciamano dell’amico maestrale. Vitantonio Laricchia, il colonnello ce tiene le redini del meteo 3 della regione puglia.
Lui mi ha permesso di organizzare in sicurezza pasquette, scampagnate e partite di pallone. Azzeccava sempre.
Ma anche lui ha un nuovo nemico. Venuto da lontano.
Il nemico è un esercito. Fatto di uomini piccolini che appaiono e scompaiono quando cambia il tempo.
Sono delle macchine. C’è poco da fare. Sono gli asiatici che vivono nelle metropolitane e vendono gli ombrelli. E sono sicuro che lo fanno apposta a venderli di colori di merda. Non hai scelta. O li compri o ti bagni.
Può esserci la nube più nera mai vista nella terra di mezzo, o il nulla che avanza come era ne “La storia infinita” Se loro non ci sono non pioverà. Lo stesso se ci sono 40 gradi e un sole da far evaporare i ghiacciai se questi humpa lumpa del paracqua appaiono, 10 minuti e verrà giù un acquazzone estivo.
Loro sono la nuova frontiera della metereologia. Cosa credete che sia EPSON meteo? È uno del Bangladesh Al tg5 chiedono a lui come sarà il tempo.
Ma non importa. Io voglio bene a Laricchia e sempre glie ne vorró.
Con il suo sorriso, che una volta mi ha regalato incontrandolo su via Dante, quando facendogli il saluto militare gli gridai “ciao Colonnello”. Con le sue cravatte eclettiche. Con il suo ciuffo grigio sulla chioma nera. Non fa niente se durante una scampagnata arriverà un’inaspettato acquazzone che spegnerà la brace e ci bagnerà tutti.
I baresi sanno che poi arriverà l’amico maestrale ad asciugarci.

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PANTONE DELLA MEMORIA

E’ inutile fare dei falsi moralismi, lo sterminio razziale ha avuto luogo non solo per colpa di Hitler e Mussolini, ma specialmente per colpa di tutti gli ignoranti che seguivano le loro ideologi folli e perverse, e che ancora tutt’oggi ne esaltano le gesta.
Suppongo che la scelta di mostrare la rotondezza delle vostre teste rasate è un chiaro modo per ricordare a tutto il mondo la vostra somiglianza in tutto e per tutto a dei testicoli.
Grazie, ma davvero, non c’era bisogno. Lo sappiamo già.
La realtà è che siamo una società razzista, sin da bambini dove “chi arriva ultimo è gay”, passando per l’adolescenza in cui nel pieno della sessualità e dell’esplosione ormonale abbiamo la certezza piena che “…alle lesbiche comunque un po’ sicuro il cazzo piace”, fino ad arrivare all’età adulta in cui il narcisismo è massimo e passiamo ore in docce solari abbronzanti e lampade total body per diventare più “neri”, perchè, essere neri è bello, quando ci conviene, ammettiamolo. Salvo poi ricorrere alla chirurgia estetica per l’ormai diffusissimo sbiancamento anale.
Perchè alla fine, l’unica cosa bianca che vogliamo, è il buco del culo.

Monumento alle vittime del nazismo Sachsenhausen. Germania (Agosto 2009)

La mini guida a “The wolf of Wall street”.

Ovvero: come rispondere a qualcuno che vi chiede se avete visto il film e voi non l’avete visto però gli rispondete comunque che si lo avete visto:

-Ti dico, merita tutto il prezzo del biglietto

-Guarda, molto bello, però dura veramente troppo. Cioè 3 ore sono popo assai

-Senti, se Di Caprio non lo vince neanche quest’anno l’oscar era meglio se in Titanic moriva per davvero e se lo mangiavano gli squali

-Ascolta, se non lo vai a vedere sei un cretino

-In streamign? No cioèveramntetiprego, tieni sti 8 euro, ti pago io il cinema

-Mi ha cambiato la vita, ti dico solo che io, a carnevale, mi Vesto da Wall Street

-Io ho letto il libro ma il film é meglio

Se poi volete dare il colpo di grazia al vostro interlocutore, potete dire che voi lo avete visto in 3D

PS: io ancora non l’ho visto, però so per certo che alla fine si scopre che Bruce Willis in realtà e’ MORTOImmagine

LA VERITÀ DELLA FRUTTA

 

 

Il problema è che alla fine è sempre questione di faccia.
Ma non parlo del viso. O meglio, anche in quel caso vale. 
L’unico momento in cui ti puoi salvare è quando sei neonato. 
Mediamente tutti i bambini sono bruttini alla nascita. Poi se nella vita precedente sei stato stronzo crescendo potresti diventare ancora più brutto.  
Quello che intendo io quando dico faccia è “L’apparenza”. Quando si dice che
serve uno che ci metta la faccia è perché bisogna dare un volto alle cose. Sopratutto
a quelle negative. Serve sempre uno da incolpare. Che deve essere riconoscibile.
Quando si inciampa la prima cosa che si fa è rialzarsi facendo una risata oppure guardare un punto 
fisso come a dire a tutti
-“hey sono caduto li, non è colpa mia”. Il problema è che non c’è niente di male a cadere. Uno dovrebbe avere la libertà di cadere e dire “mi sono fatto male”. E non alzarsi e pulirsi il pantalone e fare finta di niente.  Se il nostro più grave problema fosse stato quello di fare figure di merda cadendo non ci saremmo evoluti e saremmo rimasti a 4 zampe. Anche se in realtà gente che striscia ce ne sta in giro parecchia- Invece no. 
L importante è salvare la faccia. indossarla e lucidarla per bene.
 
Bisognerebbe cominciare a pensare meno alla faccia per salvare un pó di morale.
Invece no. Sennò gli altri che pensano? E intanto dentro siamo marci.
 
Dovremmo imparare dalle ciliege. 
Quelle che hanno un ammaccatura fuori, visibile, ne tagli un pezzetto e il resto lo 
mangi. E sono buone. È poi ci sono quelle belle paciocche, rosso scuro, quasi nere. Piene, ciotte
e lucide. Appena le apri dentro c’è il verme.
E li la ciliegia la butti. Tutta. Io preferisco 
perdere un pezzo, la mia faccia. Però almeno
il resto è pulito.
 

La foto che segue non c’entra niente, é solo una bella foto che ho scattato a Vendicari, in Sicilia. Una riserva naturale. 
Li, di come sei, non glie ne frega a nessuno. Se sei diverso è meglio

I 2 consigli inutili per affrontare un colloquio di lavoro

E’ un po’ di tempo, forse troppo che faccio colloqui di lavoro.
Per tante aziende diverse, per ruoli diversi e in città di verse. Detto questo può sorgere il dubbio che non piaccio a più aziende indipendentemente dal luogo in cui si trovano.
Amen,
Anzi, fottetevi.
-“No dai non fare così. Forse ti approcci male, forse non sei te stesso, forse non sei sincero!”
FORSE-NON- SEI-SINCERO

E no, e no caro mio. Io sono sincero. Perchè uno che si sbatte per venire dall’altro lato dell’Italia rispetto alla propria città d’origine, dove mi piacerebbe tanto restare, che si sappia, ma sai, non trovo lavoro, quindi ok, come fanno tanti, troppi, prendo e mollo tutto, per venire a lavorare da te, che mi dedichi 30 minuti del tuo tempo per farmi 5 domande in croce e rispondendomi con aria di sufficienza, e mi dici che non sono sincero?
Se sono qui è perchè ‘sto lavoro lo voglio!
-“Vabbè ma che c’entra, li mica vedi la sincerità”

Eh no, la sincerità c’entra un casino.
Perchè “sarà nostra premura avvertirla IN OGNI CASO” (e io aspetto ancora risposte dal 2010).
Sei sincero?
Dimmi piuttosto “guardi, siamo incasinati con la supply chain, dobbiamo riunire il board perchè abbiamo un audit a breve ci sarà anche il CEO. A proposito: “CEO X CEO?”
-“TrentaCEO?”
-“Crede di essere simpatico?”
-“No, é lei che fa domande di merda!”
-“Ad ogni modo, siamo un sacco busy, le faremo sapere solo se siamo interessati.”

Non sei sincero per un cazzo perchè io prima di venire qua, a parlare con te, mi sono studiato il tuo sito, la tua pipeline, la tua vision, ma sopratutto la tua mission. E la tua mission mi ha molto deluso. Perchè la regola vuole che ci sia scritto qual è il tuo obiettivo, e come faccio a crederci quando non mi dici che la tua missione è:
FARE UN SACCO DI SOLDI.
Dimmelo no?
-“Vabbè ma è normale. Si sa. Siamo un’azienda.”
Ah allora, giusto per capire, tu TELECOM, che sei un’azienda telefonica nella mission mi scrivi:
Essere un service provider evoluto in grado di fornire servizi di comunicazione associati a capacità di elaborazione di informazioni e contenuti digitali, in modo compatibile con l’ambiente e con la comunità” e per annullare un contratto mi hai chiesto di inviarti un FAX.
Ma seriamente?

Credi davvero che mi stai dicendo qualcosa che non so?
Sai, sei un’azienda di telefonia e telecomunicazione, non contavo certo su di te per sapere qual è il miglior cibo per il mio cane.
Il vero problema è che mi fai cagare anche come provider telefonico, quindi mi stai prendendo doppiamente per il culo. .

Le mission se le legge solo chi cerca lavoro, e a chi cerca lavoro non glie ne frega niente della mission, anche se faceste traffico d’organi.La mission se la legge solo chi da voi vuole solo un cazzo di lavoro.

Quindi si la mission è molto bella, siete molto bravi. Vi ammiro molto per quello che fate. Avete anche una bella Vision, per non parlare del vostro know how, wooow, da sballo, quasi quasi ne prendo un altro pezzettino.
Anzi se mi prepara anche un po’ di governance d’asporto.

Non dico di prendermi, dico solo che a volte siete voi stessi a prendervi per il culo da soli.

Cordialmente

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Management del letto matrimoniale

Ci sono cose che uno pensa siano facili, naturali. Anche perchè le hai sempre fatte e nessuno ti ha mai dovuto insegnare a farle. Una su tutte è dormire. Si può dormire tanto, poco, il giusto.

Nessuno te lo ha mai insegnato e non penso ci sia qualcuno più bravo di un altro a dormire. Voglio dire, o dormi o non dormi. Ebbene io la pensavo così ma mi sono dovuto ricredere. Ho dormito sulle sedie, sui ponti delle navi, su un tavolo, su un aiuola e nel sottopassaggio di una stazione ferroviaria una volta. Mai avuto problemi, tranne quando ho dormito nel letto matrimoniale. Da solo.

Tutto è successo quando sono andato a vivere da solo. In casa avevo il letto matrimoniale, l’ho voluto, l’ho comprato e l’ho montato. Però qualcosa non andava. Nei giorni a seguire c’erano delle anomalie, eppure non c’erano rumori sospetti, era dritto e stabile, insomma non era stato montato male. Non era un problema strutturale. Ma ogni Mattina mi alzavo e lo guardavo con diffidenza.

Poi una notte, mentre dormivo bello accucciato nella mia metà di letto è apparso l’omino della Plasmon,  quello che martella la colonna nello spot e che per comodità da adesso chiameremo Chicco, si è steso accanto a me, e mi ha detto, intonando le note una canzone di Zucchero:

-“impareeeeeeremooo a camminaaaaaaareeee”

-si ma io stavo dormendo, è notte fonda, e poi quella è la canzone della pubblicità della mellin. tu sei plasmon. Fanno bene che ti hanno messo a costruire la torre perchè sei una chiavica. 

Lo so sono stato troppo duro, lo sapeva anche Chicco, alla fine mi aveva solo detto che avremmo imparato a camminare.
Vabbè si è incazzato e che mi ha lanciato il martello sul piede

L’indomani ho avuto effettivamente problemi a camminare.

Lui è andato via borbottando dicendomi “dovevamo camminare, ti avrei messo al posto mio per farti scoprire mondi nuovi” e puff, è sparito. Come un biscotto lasciato troppo a lungo immerso nel latte.

Non era un sogno normale. Solitamente alla gente appare qualcuno che gli da i numeri e se li gioca al lotto, però Chicco, invece di sfasciarmi il malleolo e mettersi a cantare poteva dirmi più chiaramente il motivo della sua visita. Sono stato tutto il giorno a pensare alle sue parole, ma oltre ad un’incredibile voglia di omogeneizzato gusto manzo e banana, non riuscivo a capire il senso di quella visita.

Tornando a casa e rientrando in camera, capii. Una grossa mano di aiuto me la diede il quadro di Hemingway appeso dalla mia proprietaria, c’era scritto “ he looked across the sea“, e allora anche io guardai oltre e capii che io dovevo seguire Chicco, ma non per scolpire una colonna, ma per prendere il suo posto nella metà del letto che aveva occupato, metà del letto che io non avevo mai osato toccare.

Questa era la difficoltà di cui vi parlavo all’inizio. Ma voi avete mai dormito in un letto matrimoniale da soli, per più di una notte? Avrete battezzato la vostra metà la prima volta , e avrete sempre dormito li. E’ scientifico.

Allora dovevo sfidare me stesso, come un novello Cristoforo Colombo in pigiama di flanella dovevo esplorare il mondo nuovo, a bordo della Ninna, la Pennica e la Stanca Maria ho preso possesso del mio letto. Dove ho potuto elaborare alcune tecniche di ingaggio al sonno a due piazze con i suoi indiscussi vantaggi e posizioni.

Posizione K

Vuol dire assumere una posizione a K, fatta con le braccia e con le gambe. Dormire a kappa è già il punto di non ritorno, siete già a livello avanzato. Si perchè per quale cazzo di motivo uno dovrebbe dormire a K, è scomoda, però puoi farlo. E’ come il batterista che fa ruotare la bacchetta, non serve a niente, però lo fa, è espressione di naturalezza e dimestichezza del proprio mezzo. 


Il Flip

E’ una tecnica particolare che forse può essere meglio paragonata alla rotazione delle bacchette. Nella sua esecuzione c’è qualcosa di onirico perchè può essere eseguita in uno stato di dormiveglia. Trattasi dello scambio del cuscino ed è prettamente una tecnica stagionale, mesi estivi, con lo scopo di scambiare il lato caldo del cuscino con quello fresco. il flip si può eseguire nel letto singolo ma ne esiste una versione ancora più estrema che richiede l’ambientazione in un letto matrimoniale. Trattasi dello Switch


Lo Switch

Vi suggerisco di non provare lo switch se non accompagnati da personale altamente qualificato. Qualche incosciente spaccone alle prime armi ha provato a farla senza la giusta preparazione ed è soffocato dentro una federa. Questa tecnica consiste nello scambiare il proprio cuscino con quello presente nell’altra metà del letto. Li sei cintura nera, III DAN. E’ un misto di coordinazione, rapidità e fluidità del movimento. Sollevi la testa, con un braccio sollevi il cuscino che stai usando, con l’altro (braccio opposto al cuscino) trascini quello fresco, e il cuscino caldo lo lanci, facendolo roteare sulla tua testa e facendolo atterrare al posto di quello appena trascinato. La rotazione non viene fatta per scialarsi, ma è funzionale ad un più rapido raffreddamento. 


4 di Bastoni

Dormire assumendo la forma di 4 di bastoni (carte napoletane, esclusivamente Dal Negro) stando all’esatto centro del letto. Non siete ne a destra ne a sinistra, siete in grado di roteare da un lato e dall’altro. Siete un’entità celeste, asessuata come un angelo, siete qui e siete la e siete ovunque, e pare che ogni volta che si assume questa posizione, da qualche parte del globo, il cartone di un barbone si trasforma in un sacco a pelo della Quechua.


io adesso sono al livello Kung foo Panda, eseguo tutte questi dinamiche ma scendo da un solo lato o dai piedi del letto. 


Non so dirvi quando sarete illuminati maestri shaolin del letto a due piazze, sarete voi a capirlo. Lo scoprirete da soli.
Come?

Quando comprerete 2 paia di ciabatte, una per il lato destro, uno per il sinistro.

Buonanotte