Il nemico formato A4

Oggi voglio essere serio, non voglio scrivere fesserie o storielle. Oggi io faccio un attacco pubblico. Voglio portare alla luce un argomento sommerso di cui non si parla. Oggi voglio parlare degli inattaccabili. Oggi parlo delle caste. No, vi sbagliate, niente notai, niente commercialisti, niente opus dei. Oggi parlo di gente che veramente è in mezzo a noi e hanno traviato le nostre menti fin dalla tenera età.
Oggi non c’è ne è per nessuno. Si, sto parlando proprio di voi: gestori delle CARTOLIBRERIE.

cancelleria
No no non mi fate paura, potete brandire i vostri righelli da 60 cm in resina flessibile e usarle tipo frusta sulle mie braccia, come faceva il mio amico delle elementari Rocco, mezzo topino e mezzo rompicoglioni.

Lo so, siete scioccati quanto me. Io ho realizzato da pochissimo questa realtà, durante una discussione con una persona. Ci siamo presi a male parole perchè io facevo il tifo per il bianchetto con il panciotto e lei per quello a forma di topolino.
Capite? i Cartolai ci hanno messo gli uni contro gli altri. Bambini innocenti che da adulti si trovano a litigare per decidere come ‘ meglio sbianchettare. Pennellino o penna? Bianchetto o lato scuro della Gomma? Li ho ho aperto gli occhi.
I cartolai ci hanno imposto il loro volere quando eravamo giovani e indifesi, costretti ad ascoltarli perchè braccati dall’autorità delle maestre, autorità alle quale le nostre madri non potevano opporsi e quindi obbligate ad accontentarci. Eravamo marionette nelle mani di un perfido Burattinaio: il CARTOLAIO. Sembra uno dei cattivi di Batman.
Figura mitologica ormai legata al passato, eccezion fatta per i nostri amici architetti o giù di li che ancora sono servi della cancelleria.

Il mio astio verso i cartolai nasce dal fatto che vendevano cose inutili che però eravamo costretti a comprare.

forbici punta arrotondata

La prima cosa che mi viene in mente sono le banalissime forbici con la punta arrotondata. Nonostante la loro peculiarità, ovvero di avere le punte arrotondate trattasi di strumenti pericolosissimi. Guardando art attack, infatti, dove individui dal non ancora ben precisato equilibrio psichico riescono a disegnare paesaggi bucolici con il solo ausilio di magliette sudate prese da uno spogliatoio di lanciatori del peso dell’ex unione sovietica e altre pezze varie altrettanto malconce beh vi assicuro che sta cosa mi mandava talemente in bestia che con quelle forbici sarei comunque riuscito ad accoltellare Giovanni Muchacha.
In realtà la cosa che più mi ha sempre infastidito è stata l’impugnatura asimmetrica. Un lato aveva l’anellino, e ci mettevi il pollice. Nell’altro  al posto dell’anellino  c’era un open space, potevi infilarci 3 dita.
Ma perchè?
Devo ritagliare gli angioletti per il bigliettino per i miei genitori a Pasqua, non sono un cazzo di barbiere. Non devo fare la frangetta ai cherubini

Le colle.
Una categoria che mi sta molto a cuore è quella delle “colle”.  Fondamentalmente il mercato era cannibalizzato da tre grandi nomi: Vinavil, UHU (colla a stick) e Coccoina.
Alzi la mano chi ha mai usato la vinavil per incollare.

vinavil
Dai ragazzi, lo sappiamo che la vinavil vendeva soltanto perchè se te la spalmavi sulle mani poi creava una quantità incredibile di pellicine e le giornate trascorrevano messi li a staccarsi pelle di dosso manco fossimo appena sopravvissuti ad’una apocalisse zombie.
Per altro, o la utilizzavi per questo scopo oppure dopo tre giorni era totalmente secca e si faceva un tappo sul beccuccio e da li non usciva più niente.
Colla Numero 2: UHU
uhu

Intanto vi chiedo gentilmente di dirmi come si pronuncia. La chiamano colla a stick perchè obiettivamente non puoi entrare in cartoleria e chiedere “Mi puoi dare una uuu?”
Due sono le cose che fondamentalmente ricordo delle colla UHU. La prima è che andavo sempre fuori dai bordi. Capitava di dover attaccare un pezzo di carta grande quanto un coriandolo, tenedolo sulla punta del dito, mi spalmavo tutta la colla sul polpastrello. Non potevo toccare più niente. Qualsiasi cosa nel raggio di 10 km si incollava a me. La seconda cose che mi infastidiva e sopratutto schifava è che nella colla UHU, quando toglievi il tappo, c’era sempre o un pelo o un capello attaccato.
La terza colla è la: Coccoina.

cocoinaAmmettiamolo. La mia generazione è fatta di tossici della peggior specie- Da piccoli siamo stati tutti drogati, sniffatori incalliti. Non potevi resistere all’aroma di mandorla della coccoina.
Anche perchè non incollava nulla, che cazzo la compravi a fare se non per sniffarla.

Un’altra cosa di cui ho perso le tracce sono i FERMACAMPIONE.

fermacampioneIo a 29 anni non ho ancora capito a cosa servono i fermacampione. Nella mia vita l’ho utilizzato solo per unire le lancette dell’orologio di cartone che costruii alla scuola materna.

Io dico basta ai fermacampione.

L’evidenziatore BLU e quello VIOLA. 

Ne vogliamo veramente parlare? Ad oggi, solo alcuni esemplari di rapaci dotati di un’ottima vista sono capaci di leggere le scritte evidenziate con questi 2 colori. Quello viola io lo usavo soltanto per colorarmi dei finti lividi sulla pelle per convincere Rocco, il mezzo topino, a non picchiarmi. Ma lui era un tipo abitudinario, quindi un pugno me lo doveva comunque dare. L’evidenziatore blu invece è il carlo conti degli evidenziatori gialli.
evidenziatori

I trasferibili.
trasferibili

Prima causa di imprecazione nell’età pre-adolescenziale. Sgratti con delicatezza sulla lettera che vuoi trasferire ignorando che nel frattempo, con il palmo della mano, stai incollando una trentina di lettere sul tavolo.
Tra milioni di anni archeologi troveranno tavole di legno e si chiederanno perchè nella fine degli anni 90 i sapiens scrivevano su tavole di legno cose tipo questa: AAAAAAAAAAAAaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaBBBBBBBBBBBBBBBBBBbbbbbbbbbbbbbbbbbbCCCCCCCCCCCCCCCccccccccccccccccccccccDDDDDDDDDDDDDDDDdddddddddddddddddEEEEEEEEEEEEEEEEEeeeee

Vabbè avete capito.

Le squadre da disegno.

squadre
Non si è ancora capito perchè si ostinavano a venderle con le punte. Le punte si rompevano in 4 giorni. Potevano risparmiarsele. E poi perchè lo zero stava sulla punta? Non lo potevano mettere alla fine, sull’angolo?
NO, sulla punta, e le mie misurazioni partivano da 4 millimetri.

Le gomme che cancellano la penna. gomma pelikan esagonale


Una delle più grandi truffe del secolo, in particolare quella esagonale, non cancellava nulla e non rotolava

neanche. Anzi se cadeva rimbalzava ovunque fin sotto la cattedra della docente di educazione tecnica settantaquattrenne che si toglieva le scarpe per dondolare i piedi sotto la sedia (si questa descrizione è molto autobiografica).

I raccoglitori ad anelliraccoglitori ad anelli


Perchè al posto di una semplice molla negli anelli di questi raccoglitori, un giorno qualcuno ha deciso di mettere delle tagliole, delle trappole per orsi. Se per sbaglio quando chiudevi un anello avevi un dito (solitamente il mignolo) in asse con il terzo anello era la fine. Dolori lancinanti. Pensate che io per soffrire meno mi toglievo calze e scarpe e cominciavo a dare calci agli spigoli dei mobili per attenuare il dolore alle mani.

La lista è lunga. Potrei continuare. C’è il curvilineo, il normografo, il compasso con le braccia telescopiche allungabili fino a 600 metri, le rapidograph e la carta millimetrata.
Per anni io ho maneggiato materiale dal costo pari al PIL della Norvegia con il benestare di mia madre.
E tu cartolaio sei il responsabile di questo post, di questo delirio senza senso.
Vorrei venirti a cercare e dirtene quattro di persona. Ma so già che alla fine mi convinceresti a comprare il goniometro per la misura degli angoli in radianti. E io questo no non posso accettarlo.
Hai vinto tu.

PS:
Magari ti scrivo una lettera, chissà se riesco a scriverti qualcosa con i trasferibili che mi sono avanzati:

a O N c u l v F f A

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Un pensiero su “Il nemico formato A4

  1. Da sbellicarsi! 😀 In particolar modo, mi hai fatto ricordare un aneddoto: anche all’asilo, durante l’ultimo anno (quello dei “grandi” per intenderci) usavamo le forbici dalla punta arrotondata e… un giorno entra nella mia classe l’altra maestra che aveva per mano un bambino, e dice “il tizio X ha appena tagliato il lobo dell’orecchio a Y – quello tenuto per mano”. Ora. Da lì ho capito che in realtà quelle cazzo di forbici erano comunque delle armi improprie. E che Mike Tyson ha fatto esercizio nel mio asilo.

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