Il problema tra la gente, la freschezza della Conad e l’omicidio della caciotta.

Oggi sono andato a fare la spesa.conad

Sono andato presso un centro di una nota catena di supermercati, la Conad, un po’ derisa nell’ultimo periodo per colpa di uno spot a tratti surreale.
Solitamente non sono uno molto attento quando acquisto. Non leggo l’etichetta ne tanto meno mi soffermo sulla scadenza.

Invece proprio per via dello spot, che tanto esalta la freschezza dei prodotti Conad ho guardato l’etichetta.
Il punto vendita era stranamente tranquillo. Tanto meglio.
Avrei fatto meno fila alla cassa.

banco frigoMi sono diretto verso il banco frigo e c’erano diversi neon che si accendevano e spegnevano. Questo lampeggio e la totale solitudine mi mettevano un po’ di inquietudine.
Ho preso una vaschetta di latticini, bufala campana. L’ho girata, e una volta trovata l’etichetta ho buttato un occhio alla scadenza. Era scaduta da 2 giorni. 
Il mondo mi è crollato addosso. Tempestati in questo periodo di elezioni da promesse elettorali che verranno probabilmente disattese, quale certezze possono restare ad un uomo se anche lo spot della tv si rivela menzognero e falso?
Ero sconvolto. Dove sta la freschezza?
Forse il tizio della Conad che si alza di notte ha avuto un incidente? E se ha davvero avuto un incidente e aveva le mutande strappate, cosa penseranno i medici? Povera sua madre. E pure glie lo diceva sempre.
Ritorno in me. Cosa diavolo sta succedendo? Perchè la bufala è marcia.

Respiro.
La mia mano tremante afferra un’altra mozzarella. Il mio cuore si ferma. Scaduta anche quella. 
Il respiro si fa affannoso e la vista comincia ad offuscarsi. 
2 mozzarelle su 2, al Conad, scadute. occhi
Il mio cuore è a pezzi ma il mio cervello ancora non si rassegna. 
Comincio a rovistare tra i prodotti.
Sono tutti scaduti e ammuffiti.
Mi ritrovo in un cimitero di caciotte e provoloni. Tento di rianimare un camoscio d’oro. Tutto inutile. E’ morto già da due giorni. 
All’improvviso un rumore fortissimo, l’aria comincia a muoversi e comincio ad essere colpito da una pioggia di formaggio. E’ l’esercito degli stracchini volanti di nonno nanni che senza forze a causa dell’irrancidimento muore in volo e piove su di me.
Ormai nessuna certezza. Vuoto come la libreria di Luca Giurato, fuggo. Devo abbandonare questa Cripta caseosa di latticini morti.
Mi lancio verso gli yogurt. Loro no. Loro sono più forti. Hanno le difese immunitarie.
C’è il lactobacillus casei immunitas. C’è shakira dentro che con un colpo di culo distuggerebbe qualsiasi tipo di batterio.
E invece no. Se la Danone Avesse avuto una sede a Fukushima questo sarebbe stato lo scenario che avremmo avuto dopo lo tsunami. 
Sparsi sul pavimento un letto di fermenti lattici vivi. Tutti morti. ferrara
Corro via, e da sotto il pavimento emerge una mano che cerca di bloccarmi la caviglia. La mano è di Ciro Ferrara che cerca di afferrarmi per vendermi un danette gusto fragola e speck. 
Inorridisco come farebbe Enzo miccio aprendo il mio armadio.
Mi libero della morsa di Ferrara.
Scappo via. Ormai è chiaro.
lo spot in tv mente. Quello che all’inizio credevo fosse solo un errore di disattenzione in realtà è una prassi. Il Conad è abbandonato a se stesso. La freschezza non c’è.
E’ tutto marcio. 

Corro al banco dei salumi.

Una mattanza. Tutti i salumi puzzano e sono in decomposizione. Mi sembra di essere in macchina con i miei amici quando rientriamo dalla sagra della cipolla di Acquaviva. L’aria è irrespirabile.

Sono scappato via urlando.
Sono salito in macchina e quando l’ho accesa è partita la radio e il caso a voluto che dagli altoparlanti uscisse la voce beffarda di Andrea Mingardi che cantava “sotto questo cieeeloooo”.
Mi sembra di essere in un film di Wes Craven.

Mi fermo al semaforo e vedo dall’altro lato della strada una macchina accostata. Faccio un colpo di abbagliante.
Il sangue si raggela.


lettoQuella accostata è proprio l’auto di Mr. freschezza. Meno male, nessun incidente. niente mutande strappate. Ma non stava andando verso il punto vendita a risolvere la situazione. E’ parcheggiato in direzione opposta e sta parlando con qualcuno che è fuori dall’auto ma di cui distinguo solo l’ombra. Un’altra auto che passava ha ill
uminato la scena. E in quel momento tutti i pezzi del puzzle sono tornati al loro posto.
Il mio battito cardiaco è tornato normale e il respiro meno affannoso. 
Il tizio che lasciava a casa la moglie nel bel mezzo della notte per garantire la qualità dei prodotti non era passato dal Conad.
Il Tizio che usciva da sotto le coperte per lavoro non stava andando al supermercato.
Quello che per noi era un eroe, il paladino della qualità e della genuinità è in realtà uno come tanti.
Quella della freschezza era solo una scusa per uscire. 
Lui voleva solo il suo spazio, per questo era in macchina e parlava con qualcuno.
Si fotta la freschezza.
Il tizio della Conad, la notte, voleva solo andare a mignotte.zocc.

Inutile e triste come la birra senz’alcool.

Felicità.
Ci viene sbattuta in faccia in ogni modo.
Nelle canzoni, dove ci chiedono che rumore fa, e nei video dove tutti sono happy. Oddio non proprio tutti. Sono ancora in attesa di “we are happy from Canicattì”
Quando lo faranno abbandonerò questa galassia, e andrò a vivere in un corpo celeste simile al nostro, dove però a differenza del pianeta terra, lì il Molise esiste.
La felicità sta pure nei film, dove qualcuno la cerca, o dove qualcuno ti chiede ma tu sei felice.

Più vado avanti e più mi chiedo perchè ho cominciato a scrivere di un argomento così serio, e so che non nè verrò a capo, anche perchè volevo trattarlo seriamente ma riuscirò a mandare tutto in vacca.
Da tanti anni ormai quando penso alla parola Felicità penso sempre ad una frase, che lessi in un libro almeno 15 anni fa.

jack

Sto parlando di “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”.
Ne fecero anche un film, con Stefano Accorsi. Carino.
Di cosa parlava quel libro?
Secondo me parlava di felicità. Il titolo come sapete è tratto da un evento reale, ovvero l’abbandono da parte di John Frusciante del suo gruppo, i red hot chilli peppers, quando erano all’apice del loro successo.
Capite cosa vuol dire? E’ come se chiedeste la rinuncia agli studi appena dopo aver verbalizzato l’ultimo esame all’università.
Non ha senso.
Bè il senso forse lo ha avuto. Forse Frusciante non era più felice. Forse perchè ormai avere tutto quel successo non era più stimolante.
E lo stesso succede al protagonista del libro, il vecchio Alex. Che ad un certo punto decide di cambiare vita. Da passare da bravo ragazzo a ribelle, perchè vuole uscire dagli schemi.
Siamo abituati a fare sempre le stesse cose, e dobbiamo, io per primo, imparare ad uscire dalla nostra  zona di confort.
Ma quindi sta’ storia della felicita?
Forse il libro non parla di felicità. Anche perchè non finisce bene.
Solo che ad un certo punto sbuca questa frase che mi ha sconvolto, ed è sempre stato un mantra che mi sono portato dentro, Quello di gioire della felicità altrui. Perchè arriva all’improvviso e non sai quando andrà via e quando tornerà di nuovo e sotto quali forme, e io voglio esserci quando qualcuno è felice.
Essere felici non è facile, bisogna fare attenzione.

“…Bisogna avere molta cautela, con chi è felice.”